Praja Gallipoli: l'ultima notte di un simbolo della nightlife salentina
Dopo 18 anni, la storica discoteca salentina ha salutato il suo pubblico. La decisione di mettere in vendita il locale e il brand chiude un capitolo importante della storia musicale di Gallipoli, ma l’eredità della Praja va ben oltre le sue serate.

Ci sono luoghi che con il passare degli anni smettono di essere semplicemente luoghi. Diventano simboli, punti di riferimento, pezzi di un immaginario collettivo. Per Gallipoli, e più in generale per il Salento, la Praja è stata esattamente questo.
Dopo 18 anni di attività, la storica discoteca ha vissuto la sua ultima notte il 22 agosto, chiudendo un capitolo che ha accompagnato intere generazioni di frequentatori e che ha contribuito a trasformare Gallipoli in una delle destinazioni più riconoscibili dell’estate italiana.
Nelle immagini dell’ultima serata, più della musica e della pista piena, colpisce l’emozione dei suoi fondatori. L’abbraccio tra loro racconta la fine di un percorso costruito nel corso di quasi due decenni: un momento che assume un significato particolare per chi ha visto crescere la Praja insieme al territorio che la circonda.
DICIOTTO ANNI DI MUSICA
La storia della Praja è strettamente legata alla trasformazione della scena musicale e dell’intrattenimento di Gallipoli.
Nel corso degli anni, il locale ha ospitato alcuni dei nomi più importanti della musica elettronica e dance internazionale, da Bob Sinclar a Steve Aoki, da Fatboy Slim a Benny Benassi, passando per artisti come Axwell, Steve Angello e Marco Carola. Ma il suo palco ha progressivamente accolto anche linguaggi e generazioni differenti, arrivando a coinvolgere il mondo della dance italiana, del rap e della musica urban.
Gigi D’Agostino, Salmo, Sfera Ebbasta, Fedez, Achille Lauro e molti altri hanno fatto parte di questa storia.
È anche attraverso questa capacità di intercettare pubblici e generi diversi che la Praja è riuscita a diventare qualcosa di più di una discoteca estiva. È diventata uno spazio in cui la musica internazionale incontrava quella italiana, il clubbing dialogava con la cultura pop e la notte diventava uno degli elementi centrali dell’esperienza estiva salentina.

UN PEZZO DELL’IDENTITA’ DI GALLIPOLI
La crescita della Praja è arrivata parallelamente a quella di Gallipoli come destinazione turistica e della sua fama come una delle tappe italiane della nightlife estiva.
Per migliaia di persone, estate dopo estate, il nome della città è stato associato alle sue spiagge, al mare, ma anche alle notti trascorse nei suoi club.
La Praja ha avuto un ruolo importante in questo processo. Le sue serate, gli artisti internazionali e la comunicazione legata agli eventi hanno contribuito a costruire un’immagine di Gallipoli capace di attirare un pubblico sempre più ampio, anche oltre i confini della Puglia.
In questo senso, parlare della Praja significa parlare anche della storia recente del territorio: delle sue trasformazioni, del turismo giovanile e del modo in cui la musica è diventata una parte fondamentale del Salento.
GLI ULTIMI MESI E LA DECISIONE DI VENDERE
L’ultimo capitolo della storia della Praja è stato però caratterizzato anche da alcuni episodi di cronaca.
L’8 agosto il Questore di Lecce ha disposto la sospensione dell’attività per 15 giorni in seguito a diversi episodi ritenuti problematici per la sicurezza. Il provvedimento è stato successivamente confermato in sede cautelare dal TAR, che ha respinto la richiesta di sospensione presentata dalla società.
In seguito a questa situazione, Pierpaolo Paradiso, amministratore della società, ha annunciato le proprie dimissioni. È arrivata quindi la decisione dei soci di mettere in vendita l’attività e il brand Praja, aprendo di fatto una nuova fase nella storia del locale.

L’ULTIMA NOTTE
E così, il 22 agosto, la Praja ha aperto le sue porte per l’ultima volta.
Ancora una pista piena, ancora tanta musica e persone arrivate a Gallipoli per vivere una notte che, questa volta, aveva però un significato diverso.
Alla fine sono rimasti gli abbracci, le lacrime e la consapevolezza che qualcosa stava finendo.
Perché la storia della Praja non è fatta soltanto di DJ set, grandi nomi e migliaia di persone sotto una consolle. Ma è fatta di estati, incontri, prime serate, vacanze, amicizie e ricordi che appartengono a chi, in quei 18 anni, ha attraversato quelle porte.
Per quasi vent’anni ha contribuito a fare di Gallipoli una delle città simbolo dell’estate italiana e ha portato nel Salento alcuni dei protagonisti più importanti della musica internazionale.
La sua ultima notte, allora, non è soltanto la chiusura di una discoteca, ma la fine di un’era.
Testo diRiccardo Danelli