La recensione del Red Bull 64 bars live con la scaletta
Il racconto del live con la scaletta e i momenti più importanti

Questo sabato il rap è arrivato tra i palazzi del quartiere Paolo VI di Taranto.
Noi di Concerti Rap abbiamo vissuto da vicino un evento unico: balconi pieni, ingressi spettacolari e un quartiere diventato parte integrante dello show.
La location
Dopo Scampia e Corviale non era semplice trovare una location altrettanto forte, ma le Case Bianche si sono rivelate il contesto perfetto.
Il contrasto tra un quartiere profondamente popolare e la dimensione internazionale di Red Bull 64 Bars ha creato un binomio molto riuscito. Qui temi come lavoro, ambiente e rapporto con il polo siderurgico fanno parte della quotidianità, e portare il rap in questo contesto significava dare un peso ancora più concreto a certe parole.
La partecipazione è stata impressionante: sold out nel parterre e balconi pieni per tutta la serata.
Durante le nostre interviste siamo entrati anche nelle case degli abitanti, raccogliendo l’orgoglio di vedere uno show di questa portata proprio lì e la speranza che quell’attenzione possa rappresentare un segnale positivo per il quartiere e per Taranto.
Il palco
Anche la scenografia dialogava direttamente con le Case Bianche.
La struttura sopra la console di Night Skinny richiamava i balconi circostanti, creando continuità tra palco e palazzi.
Lo show design di Carlo Pastore costruiva poi un percorso molto chiaro: ingressi individuali, collaborazioni e una grande jam finale, con Night Skinny a tenere insieme musicalmente tutta la serata.
Gli ingressi
Come da tradizione, gli ingressi sono stati tra i momenti più forti.
Artie 5ive è arrivato in quad, Sayf con una marching band dal sapore quasi da festa di paese, mentre Ele A è apparsa direttamente da un balcone delle Case Bianche accompagnata da un pianoforte.
Papa V ha invece trasformato il proprio ingresso in una gag: mentre Nerissima Serpe lo cercava, lui era in una bisca ricreata per lo show a giocare a biliardo. Da lì è partita “Apparecchiato”.
Ogni ingresso raccontava qualcosa dell’artista prima ancora dell’inizio della performance.
Redman
Redman merita un capitolo a parte.
La sua presenza portava a Taranto oltre trent’anni di storia dell’hip hop americano, da “Whut? Thee Album” e “Muddy Waters” fino allo storico sodalizio con Method Man.
Ma più del peso del nome, ci ha colpito la performance.
Redman ha mostrato una presenza scenica e un’energia che facevano percepire immediatamente tutta la sua esperienza. Il suo Red Bull 64 Bars e “Da Rockwilder” hanno portato dentro le Case Bianche un livello di live hip hop internazionale.
Vedere una leggenda del rap americano esibirsi davanti a una piazza di Taranto, circondata da persone affacciate dalle proprie case, è stata una delle immagini più forti della serata.
Kid Yugi
Con Kid Yugi il legame con il territorio è diventato centrale.
Il suo ingresso all’interno di una statua dorata con la frase “Non mi dimentico da dove vengo, non me ne sono mai andato” aveva, proprio qui, un significato particolare.
Per un artista di Massafra, salire su quel palco significava tornare nella propria terra davanti a un pubblico che riconosce luoghi e riferimenti presenti nei suoi brani.
Uno dei momenti più intensi è stato “Ilva (Fume Scure Rmx)” con Fido Guido, dove il tema industriale e ambientale entrava direttamente nello show davanti a persone che lo vivono ogni giorno.
Anche “Massafghanistan” ha riportato il concerto alle radici di Yugi e al territorio, chiudendo perfettamente il cerchio.
La scaletta
Artie 5ive
- 64 barre in faccia
- Pugno di ferro
- Swag in music
- Davvero davvero
- Sogno americano
Nerissima Serpe e Papa V
- Denti da squalo
- 4 gambe
- Tessera sanitaria
- Apparecchiato
- Mi sento rec
- Tip Tap
Sayf ed Ele A
- Sex on la Santa
- Top of the Pops
- Raffaello
- Occhialata Carrera
- Chanelina Soubrette
- Atlantide
Redman
- Red Bull 64 Bars
- Da Rockwilder
Kid Yugi
- 64 barre da censura
- Gilgamesh
- Bianca
- Ilva (Fume Scure Rmx)
Chain / jam finale
- 64 barre di dopamina
- Oceano
- Bratz
- Pura purissima
- Wop Wop
- Monopolio
- Bacio del cobra
- Chuck Norris
- Porto il commerciale
Gran finale
- 64 barre di terrore
- Massafghanistan
La forza dell’evento è stata proprio l’unione visto che le Case Bianche non hanno fatto da semplice sfondo, per una sera, il quartiere è diventato parte dello spettacolo.
Testo diFrancesco Pennacchi
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