Live report

Gemitaiz conquista Milano per l'ultima tappa del tour

Un viaggio tra passato e presente del rapper romano, con oltre 30 brani e un cast di ospiti che ha trasformato la chiusura del tour in una grande celebrazione del rap italiano.

Foto di Roberto Graziano Moro

Ieri sera Gemitaiz ha chiuso il suo tour al Parco della Musica di Milano, a pochi passi dall’aeroporto di Linate. Una coincidenza quasi perfetta: proprio durante alcuni dei momenti più intensi del concerto, gli aerei hanno continuato a sorvolare il palco, aggiungendo involontariamente un elemento scenografico alla serata e rendendo l’atmosfera ancora più suggestiva.

Ma a tenere in piedi il live, naturalmente, ci ha pensato Davide. Con una lunga esperienza sui palchi alle spalle, Gemitaiz dimostra ancora una volta di avere pieno controllo della dimensione live, muovendosi con naturalezza insieme alla sua band e riuscendo a mantenere costante il ritmo dello show.

Perché al di là dei gusti personali e del rapporto che si può avere con la sua musica, davanti a un concerto di questo tipo è difficile rimanere delusi. Il pubblico è arrivato per cantare, rappare e divertirsi e, quando migliaia di persone conoscono a memoria ogni parola, il confine tra artista e pubblico finisce quasi per scomparire. Il risultato è un live compatto e costruito per non lasciare spazio a momenti morti.

La scaletta, composta da più di 30 brani, ha ripercorso diverse fasi della carriera di Gemitaiz, alternando i pezzi più energici ai brani più recenti legati a Elsewhere. Un percorso che non si è limitato quindi a celebrare l’ultimo album, ma ha cercato di restituire un’immagine completa dell’artista, dalle produzioni che lo hanno consacrato nella scena rap italiana fino alla sua dimensione più matura e sofisticata.

A rendere ancora più speciale la serata sono stati gli ospiti che hanno condiviso il palco con lui. Inevitabile la presenza di MadMan, con cui Gemitaiz ha costruito negli anni una delle collaborazioni più importanti e amate del rap italiano. Insieme hanno riportato dal vivo alcuni dei loro successi più conosciuti, regalando al pubblico uno dei momenti più attesi della serata.

Particolarmente significativo anche l’incontro generazionale sulle note di dancing with the devil pt. 2, con Neffa ed Ele A. Tre artisti appartenenti a generazioni e momenti diversi della scena rap italiana, riuniti sullo stesso palco per dimostrare ancora una volta quanto il genere sia capace di superare epoche, stili e differenze anagrafiche.

Il finale non poteva che essere affidato a Senza di me, uno dei brani più rappresentativi della carriera di Gemitaiz e, più in generale, uno dei pezzi diventati ormai parte dell’immaginario del rap italiano. Un vero evergreen, ancora oggi capace di essere cantato da migliaia di persone senza perdere un briciolo della sua forza. Sul palco, insieme a lui, Venerus e Franco126 hanno contribuito a trasformare l’ultimo brano in una chiusura corale e particolarmente emozionante.

Quello di Milano è stato quindi molto più della semplice conclusione del tour di Elsewhere. Gemitaiz ha costruito uno spettacolo capace di tenere insieme passato e presente, i banger che negli anni hanno fatto saltare intere generazioni e i brani più recenti, frutto della maturità raggiunta dopo una lunga carriera.

Un viaggio attraverso le diverse versioni di Gemitaiz, senza la necessità di scegliere quale celebrare. Perché alla fine, in mezzo a oltre 30 canzoni, ospiti, barre rappate a memoria e aerei che passano sopra il palco, la sensazione è una sola: dopo tutti questi anni, Davide sa ancora esattamente come si coinvolge un pubblico dalla prima all’ultima canzone.

Testo diRiccardo Danelli