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La Scaletta di Emis Killa ai Magazzini Generali di Milano

La scaletta dei 5 concerti per il decennale di "Terza Stagione"

Foto di Jacopo Rossini, Ross Studio

Ieri sera è andata in scena la prima delle cinque date della residency di Emis Killa ai Magazzini Generali di Milano, organizzata per celebrare i dieci anni di Terza Stagione, uno dei dischi più significativi del suo percorso artistico.

Terza Stagione: dieci anni di rap senza compromessi

Uscito nel 2016, dopo il successo mainstream di Mercurio, Terza Stagione rappresentò una scelta precisa: mettere da parte le formule più radiofoniche per tornare a un rap crudo, diretto e senza compromessi. Un progetto che, a dieci anni di distanza, continua a essere un punto di riferimento per tanti fan e che ha segnato una fase importante della carriera di Emis Killa.

Per festeggiare questo anniversario, il rapper milanese ha scelto di portare sul palco l’intero disco, esibendosi per quasi due ore e alternando ai brani dell’album alcune delle tracce più iconiche della sua carriera. Un viaggio nella sua storia musicale, tra pezzi che hanno accompagnato un’intera generazione e barre che, ancora oggi, conservano la stessa forza.

La scaletta:

  1. Dal Basso
  2. Non Era Vero
  3. Italian Dream
  4. Morto di Fame
  5. Quello di Prima
  6. Prima Che Sia Lunedì
  7. Sopravvissuto
  8. Butterfly
  9. Col Cuore In Gola
  10. Due Principi
  11. Jack
  12. Vecchia Maniera
  13. On Fire
  14. Serio
  15. Non è Facile
  16. Parigi
  17. Fuoco E Benzina
  18. Lucifero
  19. Staila
  20. Su Di Lei
  21. Rollercoaster
  22. All’alba Delle Sei
  23. Buonanotte
  24. Tre Messaggi In Segreteria
  25. Uno Come Me
  26. Cult
  27. Una Siga Fa
  28. A Cena Dai Tuoi
  29. Parole Di Ghiaccio
  30. Vestiti Sporchi
Foto di Jacopo Rossini
Foto di Jacopo Rossini

Sul palco con DJ Tel Aviv, senza filtri né fronzoli

A rendere ancora più significativa questa celebrazione è stata soprattutto la scelta della location. Emis ha deciso di riportare Terza Stagione nella dimensione dei club, scegliendo i Magazzini Generali per ricreare un’atmosfera più intima, diretta e vicina al pubblico.

Come ha raccontato lo stesso Emis all’inizio del live, non ha avuto nemmeno bisogno di prepararsi troppo per questa occasione: i brani li ricordava ancora a memoria. E sul palco si è percepita proprio questa spontaneità.

Niente filtri, niente fronzoli: solo lui, accompagnato da DJ Tel Aviv, e un pubblico pronto a cantare ogni singola parola. Un concerto in cui la musica e il legame con i fan sono rimasti al centro di tutto, restituendo spazio alle canzoni e all’energia condivisa tra artista e pubblico.

Una scenografia che richiama l’immaginario di Terza Stagione

A completare il quadro ci ha pensato una scenografia speciale, costruita per richiamare l’estetica e le atmosfere di Terza Stagione: una panchina, un booster e una cabina telefonica, tutti ricoperti di graffiti realizzati dallo stesso Emis Killa poco prima del live.

Elementi che hanno trasformato il palco in uno scorcio di strada, riportando al centro quell’immaginario urbano che ha sempre caratterizzato una parte importante della sua musica. Una cura dei dettagli che ha contribuito a rendere l’esibizione un’esperienza capace di andare oltre la semplice riproposizione dal vivo di un album.

Foto di Jacopo Rossini
Foto di Jacopo Rossini

Non solo nostalgia: dieci anni dopo, Terza Stagione è ancora attuale

La prima delle cinque date è stata quindi molto più di una semplice celebrazione nostalgica. È stata l’occasione per riscoprire un disco che, a dieci anni dalla sua uscita, conserva ancora la propria identità e per ritrovare, almeno per una sera, l’essenza di un progetto che ha lasciato il segno nella carriera di Emis Killa e nel rap italiano.

Un ritorno alle origini che dimostra quanto Terza Stagione continui a rappresentare un capitolo importante del suo percorso artistico. E che, per celebrarlo al meglio, non servivano stadi o produzioni monumentali: bastavano le canzoni, un palco e un pubblico che quelle barre le conosce ancora a memoria.

Foto di Jacopo Rossini
Foto di Jacopo Rossini

Testo diFilippo Deambrogi