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I FESTIVAL DA VIVERE ALMENO UNA VOLTA IN ITALIA

Negli ultimi anni anche in Italia la cultura dei festival è cresciuta tantissimo e oggi alcuni appuntamenti estivi sono diventati molto più di una semplice serie di concerti.

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I FESTIVAL DA VIVERE ALMENO UNA VOLTA IN ITALIA

Concerti fino a notte fonda, decine di artisti, migliaia di persone e intere giornate passate sotto un palco.

Negli ultimi anni anche in Italia la cultura dei festival è cresciuta tantissimo e oggi alcuni appuntamenti estivi sono diventati molto più di una semplice serie di concerti.

Dal rap all’elettronica, passando per pop, rock e indie, ogni festival ha costruito una propria identità.

C’è chi punta sulle superstar internazionali, chi sulla nuova scena italiana e chi cerca di mischiare tutto nella stessa lineup.

Tra Nameless, Red Valley, Wonderlast, MI AMI, Rock in Roma e I-Days, ecco alcuni degli appuntamenti che meglio raccontano l’estate musicale italiana.

NAMELESS FESTIVAL

Quando si parla di grandi festival italiani, Nameless è ormai uno dei primi nomi che vengono in mente.

Nato nel 2013, negli anni è cresciuto fino a diventare un appuntamento capace di attirare pubblico da tutta Italia e non solo.

La sua caratteristica principale è sempre stata quella di non appartenere completamente a un solo genere: elettronica, EDM, rap, trap e pop convivono nello stesso weekend, permettendo di passare nel giro di poche ore da un enorme DJ set a uno show rap.

Nel 2026 il festival si è svolto dal 30 maggio al 1° giugno a Lecco, nella nuova area del Centro Sportivo Bione, con un’affluenza prevista di circa 30.000 persone al giorno.

Quest’anno Nameless ha avuto per noi anche un significato particolare: Concerti Rap è stato presente all’evento insieme ad Aperol, vivendo il festival ancora più da vicino.

Una collaborazione che ci ha permesso di entrare nel cuore di uno degli appuntamenti musicali più importanti dell’estate italiana, raccontando l’atmosfera, gli artisti e tutto quello che succede anche oltre il palco intervistando anche i fan.

Una nuova casa affacciata sul territorio del Lago di Como che rappresenta anche un ulteriore passo nella crescita dell’evento.

Nameless è soprattutto uno di quei festival in cui non si va necessariamente per vedere un solo cantante.

L’esperienza è fatta di più palchi, artisti che si alternano continuamente e giornate intere vissute all’interno dell’area, ed è probabilmente questo ad averlo reso uno degli eventi più riconoscibili dell’estate italiana.

RED VALLEY FESTIVAL

Se Nameless è diventato sinonimo dell’inizio dell’estate, Red Valley Festival ha praticamente costruito la propria identità intorno a Ferragosto.

Dal 2022 la sua casa è l’Olbia Arena, in Sardegna, uno spazio capace di ospitare circa 25.000-30.000 persone.

Anche al Red Valley Festival 2026 Concerti Rap è stato presente insieme a Bump, vivendo da vicino tre delle notti più importanti dell’estate musicale italiana.

L’edizione 2026 si è svolta dal 13 al 15 agosto, trasformando ancora una volta Olbia in uno dei centri della musica italiana per tre notti.

La formula è semplice ma enorme: circa dieci ore di musica, dalle 18 fino alle 5 del mattino, con diversi artisti che si alternano sullo stesso palco.

II Red Valley punta soprattutto su rap, urban, pop e dance ed è proprio questa combinazione ad averlo reso uno degli appuntamenti preferiti dal pubblico più giovane.

Nel corso delle varie edizioni sul palco sono passati alcuni dei più grandi artisti italiani insieme a ospiti internazionali.

Ma una parte importante del successo arriva inevitabilmente anche dalla location.

Andare al Red Valley significa spesso costruire una vera vacanza intorno al festival: Sardegna, mare, amici e concerti fino all’alba.

È probabilmente uno degli esempi migliori di come oggi il festival non sia più solamente il concerto, ma tutto quello che succede intorno al concerto.

WONDERLAST FESTIVAL

Tra le realtà che stanno crescendo maggiormente c’è poi il Wonderlast Music Festival, a Gubbio, in Umbria.

Per Concerti Rap, l’edizione 2026 del Wonderlast ha avuto anche un valore aggiunto: siamo stati media partner ufficiali del festival, seguendo e raccontando l’evento direttamente da Gubbio.

Una collaborazione che ci ha permesso di vivere il Wonderlast non soltanto da spettatori, ma da parte attiva del progetto, portando sui nostri canali contenuti, immagini e momenti delle due giornate.

Nel 2026 è arrivato alla sua quinta edizione, con due giornate di musica l’11 e il 12 luglio al Wonderlast Park.

Uno spazio di circa due ettari immerso nel verde che viene trasformato completamente per il festival.

Nell’edizione 2026 il sabato ha avuto come protagonista ANNA, insieme a Samurai Jay, Marvin & Andrea Prezioso, Ludwig e altri artisti; la domenica è stata invece guidata da Emis Killa, con II Pagante, 22simba, e tanti altri nomi.

Rap, pop e dance finiscono quindi nello stesso festival senza la necessità di scegliere una sola direzione.

Wonderlast è ancora più piccolo rispetto ai giganti italiani, ma forse è proprio questo a renderlo interessante: è uno di quegli eventi che stanno crescendo insieme al proprio pubblico e che potrebbero diventare sempre più importanti nelle prossime estati.

MI AMI

II Festival occupa invece un posto particolare nel panorama italiano.

Nato nel 2005, è diventato negli anni uno dei festival più importanti per capire dove sta andando la musica italiana, più che semplicemente dove si trova in quel momento.

La sua forza è sempre stata quella di mettere insieme artisti già affermati e nomi ancora in crescita. Rap, indie, cantautorato, elettronica e pop convivono all’interno della stessa programmazione, spesso anticipando artisti che qualche anno dopo finiscono nei grandi palazzetti.

Una parte del divertimento è entrare per vedere un artista che già conosci e uscire avendone scoperti altri tre.

In un momento in cui i confini tra rap, indie e pop sono diventati sempre più sottili, MI AMI rappresenta probabilmente uno dei posti migliori per vedere questa contaminazione direttamente dal vivo.

ROCK IN ROMA

Concerti Rap è stato presente al Rock in Roma, seguendo da vicino una delle manifestazioni che da anni rappresentano un punto di riferimento per la musica live nella Capitale.

Ma dietro Rock in Roma c’è un mondo che spesso il pubblico non vede.

A raccontarcelo sono proprio i founder Maximiliano Bucci e Sergio Giuliani, che dal 2009 portano avanti un progetto nato con un’idea molto chiara: portare a Roma alcuni dei più grandi artisti della scena internazionale.

Negli anni il festival è cresciuto tantissimo, ospitando nomi come Bruce Springsteen, Metallica, Green Day, Red Hot Chili Peppers e Radiohead.

E insieme agli artisti è cresciuta anche tutta l’esperienza che circonda i concerti, perché, come spiegano loro stessi, un festival deve continuare a evolversi seguendo le esigenze del pubblico e degli artisti.

La parte più impressionante, però, è forse quella che rimane dietro le quinte: Nel corso del festival vengono coinvolte tra le 6.000 e le 7.000 persone, tra tecnici, allestitori, addetti alla sicurezza, al montaggio e allo smontaggio, con circa 350 persone al lavoro in una singola giornata.

Una vera città nella città che ogni estate si accende insieme ai palchi di Rock in Roma.

Nonostante il nome, ormai Rock in Roma è molto più di un festival rock.

Nel corso degli anni la manifestazione romana si è trasformata in una vera stagione musicale estiva capace di ospitare rock, rap, pop, urban, indie e metal, portando nella Capitale alcuni dei nomi più importanti della musica italiana e internazionale.

Nel 2026 è arrivata alla sedicesima edizione, con 17 concerti tra il 9 giugno e il 18 luglio distribuiti principalmente tra l’Ippodromo delle Capannelle e la Cavea dell’Auditorium Parco della Musica.

La lineup rende bene l’idea: Gemitaiz, Luchè, Olly e Caparezza, ma anche OneRepublic, Mumford & Sons, The Offspring, Marilyn Manson, Europe e molti altri.

Rock in Roma accompagna quindi praticamente un’intera parte dell’estate romana ed è questa una delle sue particolarità.

Con una media dichiarata di oltre 200.000 spettatori ogni anno, è ormai uno degli appuntamenti live più importanti della Capitale.

SOTTOSOPRA FEST

Se c’è un festival che negli ultimi anni ha legato sempre di più il proprio nome alla scena rap e urban italiana, quello è sicuramente il Sottosopra Fest.

La sua particolarità è soprattutto nella formula: più che concentrare tutto in un unico weekend, Sottosopra accompagna buona parte dell’estate pugliese con una lunga serie di appuntamenti tra Gallipoli e Bari, trasformando ogni data in un evento diverso.

Nel 2026 il festival è arrivato alla sua tredicesima stagione, distribuendo gli eventi tra alcune delle location più importanti dell’estate del Sud Italia, come Praja, Vega, Raffo Parco Gondar e Arena del Levante.

Ed è soprattutto guardando i nomi passati sul palco che si capisce l’identità del Sottosopra.

Nel corso dell’estate 2026 sono arrivati artisti come Shiva, Tony Effe, Kid Yugi, Tedua, Guè, Gemitaiz, Bresh, Capo Plaza, ANNA, Salmo, Sayf, Artie 5ive, 22Simba e Noyz Narcos.

Ma Sottosopra è interessante anche perché riesce a unire due mondi che d’estate funzionano particolarmente bene insieme: concerti e nightlife. Alcune serate hanno la dimensione del grande live, altre quella del club, creando un calendario che va avanti per settimane e che rende il festival qualcosa di diverso rispetto ai classici tre o quattro giorni consecutivi.

E poi c’è la Puglia. Gallipoli in particolare è ormai una delle capitali dell’estate italiana e il Sottosopra ha saputo sfruttare questa identità, portando alcuni dei rapper più seguiti del momento nel pieno della stagione estiva. Nel 2026 il progetto si è allargato anche su Bari, con appuntamenti all’Arena del Levante, segnando un ulteriore passo nella crescita del festival.

Il risultato è un evento che non ha bisogno di adattarsi alla crescita del rap italiano, perché il rap è già parte della sua identità. E forse è proprio questo il punto di forza del Sottosopra: essere diventato, estate dopo estate, uno degli appuntamenti da segnare sul calendario per chi vuole vivere la scena urban italiana dal vivo.

I-DAYS MILANO

Negli ultimi anni gli ippodromi milanesi sono diventati il punto d’arrivo di tour internazionali enormi e il festival ha costruito lineup che difficilmente si sarebbero immaginate in Italia qualche anno fa.

Basta guardare il 2026: Maroon 5, Florence + The Machine, Foo Fighters, System Of A Down, David Guetta, A$AP Rocky e tonyPitony sono alcuni dei protagonisti annunciati nell’arco dell’edizione.

I-Days punta molto sulla dimensione del singolo evento: produzioni gigantesche, decine di migliaia di persone e artisti che normalmente siamo abituati a vedere nei cartelloni dei più importanti festival europei.

Per il pubblico rap, inoltre, la presenza di A$AP Rocky il 10 settembre conferma come anche l’hip hop internazionale stia trovando sempre più spazio nei grandi eventi italiani.

Testo diFilippo Gasperini